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«Le Ferrate del Gran Sasso»

Sabato 18 luglio 2026 – Escursione impegnativa per il concatenamento delle ferrate “Ginestre” e “Ventricini” al Corno Piccolo del Gran Sasso.

La Via Ferrata delle Ginestre (ex Danesi) e la Via Ferrata Ventricini sul Corno Piccolo sono due linee leggendarie che tagliano la roccia viva del massiccio del Gran Sasso d’Italia come cicatrici verticali scolpite dal vento e dagli alpinisti di un altro tempo e non sono semplici percorsi attrezzati: sono un’immersione totale nell’alta montagna appenninica, dove il calcare bianco si alza improvviso sopra ghiaioni severi e precipizi che sembrano spalancarsi fino all’Adriatico.

Dal piazzale di Prati di Tivo si raggiunge la Madonnina con la cabinovia (se funziona), altrimenti si parte da Valico del Laghetto.

Davanti il Corno Piccolo appare come una fortezza di pietra: torrioni frastagliati, canali profondi, creste che si incendiano all’alba e ad ogni passo aumenta la sensazione di entrare in un ambiente autenticamente alpino, duro, verticale, magnifico. L’aria cambia, diventa più fredda, più sottile, ll rumore del mondo scompare.

La “Ginestre” è una via che unisce tecnica, esposizione e straordinaria bellezza estetica, gli attacchi alla roccia sono immediati: gradoni naturali, traversi esposti, passaggi dove le mani cercano appigli ruvidi consumati da generazioni di ferratisti. Ogni metro guadagnato apre panorami giganteschi: il massiccio del Gran Sasso che domina l’orizzonte, le creste del Corno Grandele profondità della vallata abruzzese che precipitano centinaia di metri più in basso.

Ci sono momenti in cui il cavo metallico sembra quasi sparire e resta soltanto il rapporto diretto con la parete: la montagna impone rispetto assoluto.

L’esposizione è continua, il vuoto accompagna ogni movimento e proprio lì nasce la magia, quella sensazione rarissima di essere sospesi tra cielo e roccia.

La vetta del Corno Piccolo non significa solo arrivare in alto, ma attraversare un ambiente potente, severo, quasi primordiale. In cima il vento corre senza ostacoli, le creste del Gran Sasso si allungano come onde di pietra, e nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino al mare Adriatico.

La fatica si trasforma in euforia.

Ogni tratto esposto, ogni appiglio cercato, ogni passo nel vuoto trova finalmente senso.

Si scende per la “normale” andando ad attaccare la Ventricini che, rispetto alla Ginestre, è più aspra, più alpinistica, quasi feroce nella sua impostazione. Qui il Corno Piccolo mostra il volto più duro dell’Appennino: canaloni ripidi, placche inclinate, tratti atletici che richiedono lucidità e sangue freddo. La faremo in discesa e questo richiede maggiore attenzione, anche in considerazione della stanchezza che inizia a farsi sentire.

La progressione diventa intensa, il respiro accelera, il metallo dei moschettoni risuona contro il cavo, gli scarponi cercano precisione millimetrica sulla roccia chiara del Gran Sasso.

Quando ci si volta, il panorama è travolgente, le pareti sembrano galleggiare sopra un oceano di nuvole e luce e si ha la percezione fisica della verticalità: non la si osserva soltanto, la si vive con tutto il corpo.

È una di quelle esperienze che restano addosso: odore di roccia calda, mani impolverate di calcare, silenzio assoluto, cuore pieno di montagna.


Dati tecnici:

» Difficoltà: EEA  –  (Vedi cosa significa)
» Dislivello: 700 m (8 km)
» Durata (soste escluse): 8 ore
» Previsioni meteo:
» Amici a 4 zampe: NON consentito

Ritrovo:

  1. Da definire

Prenotazione:

» La prenotazione deve pervenire entro le ore 12 del giorno antecedente l’evento, le prenotazioni pervenute oltre tale orario non potranno essere prese in considerazione e non sarà possibile ammettere a partecipare 

» Attività riservata ai Soci della “Compagnia dei Viandanti” (vedi quote associative, modalità e vantaggi

» Se sei già socio per prenotare compila il modulo https://compagniadeiviandanti.com/mi-prenoto/

» Se non sei ancora Socio per prenotare compila il modulo https://compagniadeiviandanti.com/registrazione/ 

Quota di partecipazione:

» Quota di partecipazione: € 10,00 adulti / € 5,00 minori accompagnati

» Modalità di pagamento: il pagamento può essere fatto in contanti la mattina, rispettando le modalità previste nelle disposizioni anti contagio COVID19, oppure anticipatamente tramite Satispay, Hype, N26, bonifico o Paypal.

» La quota comprende: oraganizzazione

» La quota non comprende: il pranzo al sacco, il viaggio e tutto quanto non compreso in “la quota comprende”

» Numero minimo partecipanti: 6

» Obbligatorio, vestiario, cibo:

» Attrezzatura obbligatoria: Scarponi da trekking alti – Pantaloni lunghi per le escursioni (evitare i pantaloni corti per evitare parassiti, insetti e punture) – Imbrago – Dissipatore – Caschetto – Giacca antipioggia – Cappello e guanti – Borraccia 1,5 lt – Abbigliamento comodo e pratico possibilmente “a cipolla” – Zaino – Occhiali da sole e crema solare protettiva

» Attrezzatura consigliata: Coprizaino – Maglietta termica – Bastoncini da trekking o da nordic-walking: sempre più diffusi, sono sicuramente utili anche se non indispensabili – pranzo leggero e facilmente digeribile – Fotocamera – Lampada frontale

» Raccomandazioni: la Compagnia dei Viandanti persegue valori basilari dell’ECOTURISMO ovvero di un turismo basato sull’amore e il rispetto della natura, promuovendo l’osservazione e l’apprezzamento della natura e delle forme culturali e tradizionali dei popoli che abitano le regioni che visitiamo. Consapevoli dell’impatto che i viaggiatori possono avere nelle zone visitate ci impegniamo a preservarne i valori ambientali e sociali, sostenendo la protezione di aree naturali anche attraverso la produzione di benefici economici per le comunità locali. Questo è il vero spirito del viaggio. Potrete immergervi nella realtà locale senza alterarne gli equilibri, ma nello stesso tempo offrendo possibilità di guadagno e di lavoro, incrementerete la coscienza di conservazione degli aspetti naturali e culturali presso la gente del luogo. Ricordiamo sempre che ci rechiamo in casa d’altri, ogni nostra destinazione è prima di tutto la casa di qualcun altro e che dovremmo lasciare i posti come vorremmo trovarli

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