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Gli specialisti del turismo lento
Compagnia dei Viandanti
La Ndocciata è uno spettacolare rito tradizionale che si svolge ad Agnone l’8 e il 24 dicembre. L’evento è costituito da una sfilata di grandi fiaccole, costruite artigianalmente con legno di abete bianco e fasci di ginestre secche, lungo il corso del paese. Le ‘ndocce (torce), tenute insieme dallo spago, possono essere alte fino a due o tre metri e talvolta sono riunite da paletti trasversali per formare grandi gruppi di fiaccole. Le radici di questo antichissimo evento risalgono all’epoca romana, ai tempi della tribù dei Sanniti, i quali usavano le ‘ndocce come fonte di luce durante gli spostamenti notturni. Dopo il XVIII secolo, la tradizione è stata tramandata dai contadini che cercavano di illuminare il percorso per raggiungere le chiese lungo le strade del paese durante la notte di Natale. Vi sono alcune credenze che affermano che se il vento durante la Ndocciata soffia da nord, l’anno che stava per iniziare sarebbe stato un buono e inoltre nel medioevo si credeva anche che le ’ndocce tenessero lontane le streghe. In tempi non lontani, gli abitanti gareggiavano per realizzare le torce più belle e compatte e per farle durare di più, al fine di farsi notare agli occhi delle ragazze del paese. Alla fine della sfilata i partecipanti portavano la propria ‘ndoccia  sotto la finestra della fanciulla nella quale riponevano le proprie speranze e, se lei si affacciava significava che aveva gradito il gesto, in caso contrario la torcia, e l’ardore del giovane portatore, veniva spenta con una poco gradita secchiata d’acqua. La processione delle ’ndocce è anche considerata uno dei riti del fuoco più antichi al mondo ed è stata riconosciuta come “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dal Ministero del Turismo nel 2011. Alla Ndocciata, che è sempre accompagnata da canti tradizionali e da suonatori, prendono parte centinaia di portatori di torce di tutte le età e provenienti dalle cinque contrade del paese: Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio, San Quirico. I portatori vestono con abiti tradizionali (cappe) e, dopo aver acceso le ’ndocce si incamminano lungo il corso principale del borgo di Agnone, trasformandolo in un gigantesco ed emozionante fiume di fuoco, fino a giungere alla piazza dove vengono usate per accendere un grande falò. La popolazione si riunisce intorno al falò per dare addio a quanto di negativo c’è stato durante l’anno che sta per finire e che simbolicamente sarà bruciato nel fuoco. La Riserva Statale Naturale di Collemelluccio-Montedimezzo, situata nel cuore dell’Appennino molisano in Alto Molise, nei territori dei comuni di Vastogirardi e Pescolanciano. Composta da circa 300 ettari, la Riserva MaB di Collemelluccio-Montedimezzo, è una delle 8 “Riserve della Biosfera” italiane. Le MaB (Man and the Biosphere Programme – Unesco 1971- Uomo e Biosfera) sono una rete di località e di ecosistemi terrestri e costiero/marini riconosciuti a livello mondiale per il loro elevato valore naturalistico. La riserva naturale MAB è nella sua interezza caratterizzata da ambiente boschivo. La flora si caratterizza per la presenza di alberi di cerro presenti sotto i 900 metri e alberi di faggio sopra i 1300 metri, ma, nel tempo, la natura arborea si è arricchita con altre specie autoctone quali: l’acero di Lobelius, gli aceri montano, campestre e riccio, il carpino bianco, il frassino maggiore, il nocciolo, il sorbo degli uccellatori, il ciliegio, il pero ed il melo selvatici, il prugnolo e diverse altre specie assai importanti per l’alimentazione della fauna selvatica. Negli anni ’60 e ’70, per via del mancato rinnovamento del cerro, sono stati eseguiti coniferamenti a base di abete bianco. La Riserva oggi è la dimora di diverse specie di mammiferi: cinghiali, lepri, tassi, caprioli, martore, donnole, faine, volpi e scoiattoli, ma anche del lupo che ha trovato in questo ecosistema un ambiente a lui congeniale. Interessante è anche la presenza di specie che nidificano nei boschi quali: il falco pecchiaiolo, la balia dal collare, la colombella, la tordela, il picchio maggiore e il picchio minore, ai quali si aggiungono la poiana, il gufo, il barbagianni, la ghiandaia e molti passeracei. Programma: partenza da Frosinone alle ore 8:30 ore 10:30 arrivo a San Pietro Avellana e ritiro chiavi Ostello. ore 11:15 arrivo ad Agnone e ritiro chiavi appartamento ore 12:15 visita al Casificio Di Nucci (Caciocavallo) e al «Museo della Transumanza» ore 14:30 visita al centro storico e, se possibile, al «Museo storico della Campana» ore 18:00 partecipazione alla ‘ndocciata ore 21:30 cena ore 7:30 colazione ore 9:00 ritrovo alla stazione di San Pietro Avellana ore 9:30 escursione alla riserva MAB ore 16:00 conclusione dell’escursione e partenza Difficoltà dell’escursione: E Dislivello complessivo: 400 m circa Distanza: km 12,000 Durata: 6 ore totali comprese soste Tipo percorso: sentiero e strada sterrata Abbigliamento e attrezzature obbligatorie: scarpe da escursionismo, maglia e giacca, cappello, guanti, mantella antipioggia, spuntino, acqua, bastoncini (facoltativi) Prenotazione: inviare un messaggio al 329 1242393 entro le ore 21 del 5 dicembre. Qualora sia la prima uscita con la Compagnia dei Viandanti indicare nome, cognome, luogo e data di nascita. Quota di partecipazione: adulti € 10,00 - minori € 3,00. Quota di partecipazione «Soci Compagnia dei Viandanti»: adulti € 5,00 - minori € gratuita. Pernotto con sistemazione in appartamento: € 25,00 Sistemazione in ostello: € 20,00 Cena: a carico dei partecipanti Accompagna: Stefano Gaetani, iscritto al registro delle Guide Ambientali e Escursioniste presso il Ministero dello Sviluppo Economico con codice LA372

sabato 8 e domenica 9 dicembre

2018

Week end ad Agnone

«La ‘Ndocciata di

Agnone e la Riserva di

Montedimezzo» Attività n° 336

Compagnia dei Viandanti
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La Ndocciata è uno spettacolare rito tradizionale che si svolge ad Agnone l’8 e il 24 dicembre. L’evento è costituito da una sfilata di grandi fiaccole, costruite artigianalmente con legno di abete bianco e fasci di ginestre secche, lungo il corso del paese. Le ‘ndocce (torce), tenute insieme dallo spago, possono essere alte fino a due o tre metri e talvolta sono riunite da paletti trasversali per formare grandi gruppi di fiaccole. Le radici di questo antichissimo evento risalgono all’epoca romana, ai tempi della tribù dei Sanniti, i quali usavano le ‘ndocce come fonte di luce durante gli spostamenti notturni. Dopo il XVIII secolo, la tradizione è stata tramandata dai contadini che cercavano di illuminare il percorso per raggiungere le chiese lungo le strade del paese durante la notte di Natale. Vi sono alcune credenze che affermano che se il vento durante la Ndocciata soffia da nord, l’anno che stava per iniziare sarebbe stato un buono e inoltre nel medioevo si credeva anche che le ’ndocce tenessero lontane le streghe. In tempi non lontani, gli abitanti gareggiavano per realizzare le torce più belle e compatte e per farle durare di più, al fine di farsi notare agli occhi delle ragazze del paese. Alla fine della sfilata i partecipanti portavano la propria ‘ndoccia  sotto la finestra della fanciulla nella quale riponevano le proprie speranze e, se lei si affacciava significava che aveva gradito il gesto, in caso contrario la torcia, e l’ardore del giovane portatore, veniva spenta con una poco gradita secchiata d’acqua. La processione delle ’ndocce è anche considerata uno dei riti del fuoco più antichi al mondo ed è stata riconosciuta come “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dal Ministero del Turismo nel 2011. Alla Ndocciata, che è sempre accompagnata da canti tradizionali e da suonatori, prendono parte centinaia di portatori di torce di tutte le età e provenienti dalle cinque contrade del paese: Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio, San Quirico. I portatori vestono con abiti tradizionali (cappe) e, dopo aver acceso le ’ndocce si incamminano lungo il corso principale del borgo di Agnone, trasformandolo in un gigantesco ed emozionante fiume di fuoco, fino a giungere alla piazza dove vengono usate per accendere un grande falò. La popolazione si riunisce intorno al falò per dare addio a quanto di negativo c’è stato durante l’anno che sta per finire e che simbolicamente sarà bruciato nel fuoco. La Riserva Statale Naturale di Collemelluccio- Montedimezzo, situata nel cuore dell’Appennino molisano in Alto Molise, nei territori dei comuni di Vastogirardi e Pescolanciano. Composta da circa 300 ettari, la Riserva MaB di Collemelluccio-Montedimezzo, è una delle 8 “Riserve della Biosfera” italiane. Le MaB (Man and the Biosphere Programme – Unesco 1971- Uomo e Biosfera) sono una rete di località e di ecosistemi terrestri e costiero/marini riconosciuti a livello mondiale per il loro elevato valore naturalistico. La riserva naturale MAB è nella sua interezza caratterizzata da ambiente boschivo. La flora si caratterizza per la presenza di alberi di cerro presenti sotto i 900 metri e alberi di faggio sopra i 1300 metri, ma, nel tempo, la natura arborea si è arricchita con altre specie autoctone quali: l’acero di Lobelius, gli aceri montano, campestre e riccio, il carpino bianco, il frassino maggiore, il nocciolo, il sorbo degli uccellatori, il ciliegio, il pero ed il melo selvatici, il prugnolo e diverse altre specie assai importanti per l’alimentazione della fauna selvatica. Negli anni ’60 e ’70, per via del mancato rinnovamento del cerro, sono stati eseguiti coniferamenti a base di abete bianco. La Riserva oggi è la dimora di diverse specie di mammiferi: cinghiali, lepri, tassi, caprioli, martore, donnole, faine, volpi e scoiattoli, ma anche del lupo che ha trovato in questo ecosistema un ambiente a lui congeniale. Interessante è anche la presenza di specie che nidificano nei boschi quali: il falco pecchiaiolo, la balia dal collare, la colombella, la tordela, il picchio maggiore e il picchio minore, ai quali si aggiungono la poiana, il gufo, il barbagianni, la ghiandaia e molti passeracei. Programma: partenza da Frosinone alle ore 8:30 ore 10:30 arrivo a San Pietro Avellana e ritiro chiavi Ostello. ore 11:15 arrivo ad Agnone e ritiro chiavi appartamento ore 12:15 visita al Casificio Di Nucci (Caciocavallo) e al «Museo della Transumanza» ore 14:30 visita al centro storico e, se possibile, al «Museo storico della Campana» ore 18:00 partecipazione alla ‘ndocciata ore 21:30 cena ore 7:30 colazione ore 9:00 ritrovo alla stazione di San Pietro Avellana ore 9:30 escursione alla riserva MAB ore 16:00 conclusione dell’escursione e partenza Difficoltà dell’escursione: E Dislivello complessivo: 400 m circa Distanza: km 12,000 Durata: 6 ore totali comprese soste Tipo percorso: sentiero e strada sterrata Abbigliamento e attrezzature obbligatorie: scarpe da escursionismo, maglia e giacca, cappello, guanti, mantella antipioggia, spuntino, acqua, bastoncini (facoltativi) Prenotazione: inviare un messaggio al 329 1242393 entro le ore 21 del 5 dicembre. Qualora sia la prima uscita con la Compagnia dei Viandanti indicare nome, cognome, luogo e data di nascita. Quota di partecipazione: adulti € 10,00 - minori € 3,00. Quota di partecipazione «Soci Compagnia dei Viandanti»: adulti € 5,00 - minori € gratuita. Pernotto con sistemazione in appartamento: € 25,00 Sistemazione in ostello: € 20,00 Cena: a carico dei partecipanti Accompagna: Stefano Gaetani, iscritto al registro delle Guide Ambientali e Escursioniste presso il Ministero dello Sviluppo Economico con codice LA372

sabato 8 e domenica 9 dicembre

2018

Week end ad Agnone

«La ‘Ndocciata di

Agnone e la Riserva di

Montedimezzo» Attività n° 336